Cisl, Fp Cisl e Cisl Medici Catania: «Il nuovo piano sanitario sia integrato alla medicina territoriale»
21/07/2025 17:06
Commento alla proposta presentata dall'assessorato regionale
«Occorre attenzione maggiore per cronicità, medicina generale, polimorbidità e cure intensive e subintensive»
Catania, 12 luglio 2025 - «In una visione complessiva della sanità territoriale e regionale, la nuova rete ospedaliera della Sicilia deve essere complementare e integrata con una riforma della medicina territoriale, così come definito dalla Missione 6 del PNRR e dal Decreto Ministeriale n. 77/2022. Definire e potenziare in via preliminare i servizi di prossimità, garantire la presa in carico dei bisogni di salute della popolazione sono priorità non eludibili. L'integrazione dei servizi sul territorio con le strutture dedicate alle acuzie e alle lungodegenze, è requisito al fine di costruire un sistema sanitario in grado di rispondere, con efficienza e appropriatezza alle esigenze dei territori».
È quanto affermano Maurizio Attanasio, Danilo Sottile e Carmelo Puglisi, segretari generali provinciali rispettivamente di Cisl, Cisl Fp e Cisl Medici, in occasione di quanto emerso dalla presentazione ai sindaci del territorio catanese del piano dell’Assessorato regionale alla Salute per il riordino delle strutture sanitarie nell’Isola, sia pubbliche che private.
«Il riordino della rete sanitaria rappresenta una tappa strategica per il futuro della sanità pubblica siciliana – spiegano i tre segretari – tuttavia, ci chiediamo se non sia prioritario, prima di ogni altra iniziativa, definire in modo chiaro, concreto e operativo l’assetto della medicina territoriale e la sua articolazione. In un secondo momento sarà realistico integrare assistenza nel territorio e rete ospedaliera. Solo in tale modo, si garantirà un sistema sanitario pubblico provinciale e regionale equilibrato, efficiente e realmente centrato sui bisogni della popolazione, dove il sistema pubblico sia sempre privilegiato e rafforzato.
«Tale processo - aggiungono - dovrebbe rappresentare un passaggio essenziale nell’attuazione della riforma delineata dal Decreto Ministeriale n. 77/2022, che nella Missione 6 del PNRR individua nell’integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera il fulcro per una sanità moderna, universale, accessibile e vicina al cittadino. Appare dunque dicotomico presentare un piano di riorganizzazione della rete ospedaliera che non tenga conto degli indirizzi prima citati con risultati strategici. Ignorare, la necessaria armonizzazione tra i servizi di prossimità e l’intera architettura della medicina territoriale significherà trascurare quegli elementi che sono il cuore della riforma stessa».
«Da quanto al momento ci è dato sapere visto che stiamo aspettando il confronto - continuano Attanasio, Sottile e Puglisi - in alcuni ospedali è previsto il taglio dei posti di lunga degenza che non si comprende come verranno assorbiti nell’ambito degli ospedali di comunità, pensati proprio per gestire ricoveri a bassa intensità e garantire continuità clinico-assistenziale. Di questi, peraltro, non sappiamo ancora né quanti né quali saranno e, soprattutto, nulla si conosce circa il personale che dovrà garantire la funzionalità delle nuove strutture».
«Già in un focus della Cisl, organizzato due settimane fa, sullo stato di avanzamento dei lavori della Missione 6 a Catania, sono emerse alcune criticità nel mettere in pratica quanto contenuto nel DM 77. Ci auguravamo che prima venisse definito il percorso della sanità territoriale e poi si cominciasse a ragionare sulla rete ospedaliera. Certo, da ciò che ora emerge non possiamo certo affermare che il Piano sia del tutto criticabile. La Cisl, con le sue federazioni di categoria, formuleranno giudizio e proposte appena si avvierà il confronto con le organizzazioni sindacali».
«Per adesso - concludono i tre dirigenti sindacali cislini - osserviamo e ribadiamo la necessità di un'attenzione maggiore per la cronicità, per la medicina generale che accoglie degenti con polimorbidità e per cure intensive e subintensive. In questi percorsi, alquanto complessi, la Cisl chiede che a prevalere sia la chiarezza e il buon funzionamento della “rete della medicina territoriale” e, soprattutto, si riaffermi il principio della prevalenza della sanità pubblica».
