Salvataggio bimba, Quadronchi: «Plauso all'Arma, ma servono politiche pubbliche per prevenire disagio e fragilità»
21/01/2026 17:43
L'intervento dei Carabinieri a San Cristoforo
«Costruire una comunità che non lasci sole le persone più esposte. Coesione sociale, servizi e diritti vero presidio di sicurezza»
Catania, 19 gennaio 2026 - «Il salvataggio della neonata di cinque mesi nel quartiere San Cristoforo, reso possibile dal tempestivo intervento dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Catania, è un fatto che merita un riconoscimento pubblico e non formale». Lo dichiara Lucrezia Quadronchi, segretaria territoriale della Cisl di Catania, esprimendo «un ringraziamento sincero alle donne e agli uomini dell’Arma che, con professionalità, prontezza e grande senso di responsabilità, hanno agito in una situazione di estrema urgenza, salvando una vita».
«Questo episodio – prosegue Quadronchi – non può però essere letto soltanto come un fatto di cronaca. È anche il segnale di una fragilità più ampia che attraversa il nostro tessuto sociale e che riguarda, in modo particolare, le madri lasciate sole a fronteggiare condizioni di disagio, isolamento, precarietà e assenza di reti di sostegno, soprattutto nei quartieri più complessi della città».
«In questo quadro – sottolinea la segretaria territoriale della Cisl etnea – il tema della salute mentale e del benessere psicologico, specie nel periodo della maternità, non può essere separato dalle condizioni sociali e materiali di vita. Non si tratta solo di intervenire sull’emergenza, ma di costruire percorsi di accompagnamento, presa in carico e continuità di cura, capaci di mettere in rete servizi sociali comunali, sanità territoriale, consultori e realtà del terzo settore».
Per Quadronchi «la sicurezza e la tutela delle persone non possono essere affidate esclusivamente all’intervento delle forze dell’ordine, per quanto fondamentale. «Servono - ribadisce - politiche pubbliche che rafforzino il welfare territoriale, la prevenzione del disagio e la presenza stabile delle istituzioni nei quartieri, affinché situazioni di sofferenza possano essere intercettate prima che degenerino».
«Ringraziare chi è intervenuto salvando una bambina è doveroso – conclude Quadronchi – ma è altrettanto necessario assumersi una responsabilità collettiva: costruire una comunità che non lasci sole le persone più fragili. Su questo terreno la Cisl Catania continuerà a portare proposte e a incalzare le istituzioni, perché coesione sociale, servizi e diritti sono il primo vero presidio di sicurezza».
