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MEDICINA TERRITORIALE, CISL: UN PTA NEGLI OSPEDALI DISMESSI

MEDICINA TERRITORIALE, CISL: UN PTA NEGLI OSPEDALI DISMESSI

29/04/2019 15:29

Al Vittorio Emanuele o al Ferrarotto

Attanasio: «A parte l'importante avvio del San Marco, non esistono presidi di medicina territoriale a Catania. Occorre invece sgravare il lavoro dei pronto soccorso»

Catania, 16 aprile 2019 - «Un PTA, presidio territoriale di assistenza, al dismesso ospedale Vittorio Emanuele». È la proposta della Cisl di Catania per il destino della ex struttura ospedaliera e per venire incontro alla richiesta di assistenza sanitaria ai pazienti non acuti che al momento si rivolgono ai pronto soccorso cittadini. 

Ad avanzarla Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl etnea, in occasione del consiglio territoriale della Fnp Pensionati Cisl di Catania che si è tenuto oggi alla presenza di Loreno Coli, segretario nazionale della Fnp. 

«Vogliamo lanciare una vertenza in piena regola su lavoro, sulla medicina del territorio, ma anche sulle importanti infrastrutture da realizzare a Catania – spiega Attanasio – in un momento in cui questi tre temi sono all’ordine del giorno ma per motivi contrastanti».

«A parte la seppur importante e parziale apertura dell’ospedale San Marco a Librino – aggiunge – sulla sanità territoriale a Catania poco si è fatto: mancano del tutto i PTA ai quali potrebbero rivolgersi tutti i pazienti non acuti che oggi sono costretti ad andare ai pronto soccorso, con tutti i disagi per utenza acuta e operatori che tutto ciò comporta: aumento delle attese, eccesso di carichi sul personale medico e paramedico, clima teso».

Per Attanasio «gli ospedali dismessi, come il Vittorio Emanuele o il Ferrarotto, hanno le strutture e le attrezzature adeguate perché un presidio di sanità pubblica sia al servizio del territorio e dei quartieri più popolosi. Sollecitiamo l’Asp di Catania a verificare se sussistono le condizioni perché  si possa procedere in tale direzione, limitando così anche le migrazioni dei pazienti verso la sanità privata».

A fargli da eco Marco Lombardo, vice reggente della Fnp Cisl catanese, preoccupato dalle liste e dai tempi d’attesa delle strutture sanitarie in cui l’utenza è al 60 percento formata da ultra65enni. 

«I pazienti anziani - sottolinea - sono quelli che che patiscono più di tutti i disagi della sanità isolana, con le file ai pronto soccorso e il pagamento dei super ticket».

Una preoccupazione acuita, peraltro, dai primi dati di adesione alla cosiddetta “Quota 100” che a Catania vede un primo totale di 2663 richieste. «La maggior parte delle quali – sottolineano Attanasio e Lombardo – provenienti proprio dalla sanità pubblica, che provocherà carenze di organico tra medici e infermieri che difficilmente nel breve termine potranno essere compensate dagli annunciati concorsi». 

Lavoro e infrastrutture sono strettamente connesse anche con le decisioni del governo nazionale. «Con un decreto sblocca cantieri ancora bloccato – afferma Attanasio – e con un Patto per Catania della cui cabina di regia il Comune non parla teniamo che molte opere non potranno essere né completate né tanto meno avviate, con pesanti ripercussioni sul piano occupazionale che già scontano la crisi dei grandi gruppi come la CMC e la Tecnis. Una crisi, quest'ultima, che domani vedrà manifestare davanti alla Prefettura le federazioni dei lavoratori delle costruzioni».

(RN)

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