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Università di Catania, Cisl: «Cinque proposte per il futuro, per una governance al servizio del territorio e delle nuove generazioni»

Università di Catania, Cisl: «Cinque proposte per il futuro, per una governance al servizio del territorio e delle nuove generazioni»

21/07/2025 16:48

Catania, 17 giugno 2025  

Gentile direttore del quotidiano "La Sicilia",

la Cisl di Catania ringrazia il quotidiano La Sicilia per aver dato spazio al confronto tra i candidati alla carica di Rettore/Rettrice dell’Università di Catania per il periodo 2025-2031. Un momento cruciale, che offre l’occasione per rilanciare il ruolo strategico dell’Ateneo in un’epoca segnata da sfide importanti: il calo demografico, la fuga dei giovani, le trasformazioni del mercato del lavoro e la crisi della sanità pubblica. 

La Cisl chiede un impegno concreto per rafforzare il legame tra università e territorio, rilanciando pienamente la “Terza Missione” accanto a didattica e ricerca. Una missione che significa coinvolgimento sociale, valorizzazione del personale, sostegno reale agli studenti e una governance nuova, trasparente, partecipata, orientata allo sviluppo. 

In questo quadro, la Cisl ha elaborato cinque proposte per il futuro dell’Ateneo catanese:

1. Un’università motore dello sviluppo locale: il futuro Rettore dovrà concepire l’Ateneo come una vera infrastruttura sociale, culturale ed economica. È essenziale creare una rete stabile con imprese, enti locali, parti sociali e “terzo settore” per co-progettare strategie di crescita condivisa. Solo così si potrà contrastare l’emigrazione giovanile e valorizzare il talento siciliano. 

2. Diritto allo studio e centralità degli studenti: investire su borse di studio, alloggi, servizi, orientamento e mobilità. Ma soprattutto farlo ascoltando la voce degli studenti, attraverso strumenti permanenti di consultazione – tavoli di confronto, osservatori – per includere le rappresentanze studentesche nelle scelte strategiche dell’Ateneo. 

3. Riorganizzazione della Medicina universitaria: la medicina universitaria è cruciale per il futuro della sanità pubblica. Occorre riorganizzare strutture e percorsi formativi, rilanciando il Policlinico universitario come polo di eccellenza clinica e scientifica. È necessario rivedere i protocolli d’intesa con Regione e aziende sanitarie per garantire una reale integrazione tra didattica, assistenza e ricerca, e rafforzare la sinergia tra Dipartimenti e Unità operative complesse. 

4. Turnover generazionale e valorizzazione del personale: costruire l’università di domani significa investire oggi nel capitale umano. Serve un piano strategico per il reclutamento e la crescita dei giovani, semplificando procedure e valorizzando i percorsi di carriera. È fondamentale anche investire nella formazione continua del personale tecnico-amministrativo, potenziando le competenze in digitalizzazione, progettazione europea e ricerca. 

5. Digitalizzazione al servizio dell’efficienza: la transizione digitale, avviata grazie al PNRR, rappresenta un’opportunità storica per innovare processi, ridurre la burocrazia e migliorare l’efficienza. Ma digitalizzare non vuol dire solo introdurre piattaforme: significa avviare un vero cambiamento culturale, capace di migliorare la qualità del lavoro, semplificare le procedure, aumentare trasparenza e accessibilità.

Per un’università più giusta, utile e aperta. La Cisl di Catania riconosce nell’Università degli Studi di Catania un attore chiave per il progresso sociale, culturale ed economico del territorio. Un Ateneo vivo, inclusivo e connesso con la società e il mondo del lavoro è motore di giustizia sociale, emancipazione individuale e sviluppo collettivo. 

La Cisl invita il futuro Rettore ad adottare una visione ampia, senza autoreferenzialità, capace di costruire alleanze solide tra formazione, ricerca, innovazione e sistema produttivo. Forti della nostra presenza nei luoghi di lavoro, siamo disponibili a offrire un contributo attraverso un confronto costante mediante il dialogo e la cooperazione, perché l’Università di Catania diventi sempre più un presidio di democrazia partecipata, un’opportunità concreta di sviluppo e coesione sociale per tutta la comunità.

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