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LAVORO, 2014: CONTINUITÀ NELLA CRISI

LAVORO, 2014: CONTINUITÀ NELLA CRISI

24/01/2014 22:39

L’analisi nell’esecutivo provinciale

Vecchie e nuove vertenze: manca la copertura degli ammortizzatori in deroga; fondi bloccati nei cassetti

Micron ed Etna Valley: politica disattenta, ora ministero, Regione e Comune creino condizioni per il rilancio

Finanziaria regionale: non ci sono azioni strutturali e strategiche per lo sviluppo

Catania, 24 gennaio 2014 – Industria, formazione professionale, costruzioni: il 2014 è iniziato confermando la continuità della crisi. Anzi, alle vecchie vertenze se ne aggiungono di nuove: Micron vuole tagliare 128 posti a Catania e addio all’Etna-valley; non c’è copertura per gli ammortizzatori sociali. A ciò si aggiunga la bocciatura di buona parte della legge Finanziaria regionale da parte del commissario dello Stato. Una prova di grave inadeguatezza della classe politica siciliana che ha gravi ripercussioni sui territori, Catania compresa. L’esecutivo provinciale della Cisl, tenutosi oggi, ha esaminato la grave situazione reclamando maggiore responsabilità dalla politica locale. Con Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl etnea, la segreteria con Gavino Pisanu, Maurizio Attanasio e Rosario Pappalardo

«Registriamo una certa continuità della crisi, dell’emergenza e della povertà per molte famiglie – ammette Rotolo - ma più andiamo avanti e più diminuiscono gli strumenti per fronteggiarla, abbiamo un vero problema di emergenza per la copertura degli ammortizzatori in deroga.

«Stiamo seguendo molte vertenze con azione propositiva – aggiunge – che deve fornire nuovi strumenti per le realtà in crisi; perché è semplice per un’azienda dire “apro una procedura di mobilità e metto fuori tot lavoratori”. Noi saremo lì con la nostra attività di contrattazione che deve prevedere tutti gli strumenti disponibili per tutelare i posti di lavoro».

Sulla vertenza Micron, Rotolo punta il dito contro la politica locale: «Negli ultimi anni c’è stata troppa disattenzione sia a livello regionale sia locale. La settimana prossima, saremo presenti nell’incontro al ministero dello Sviluppo, perché si deve fermare l’azione irresponsabile dell’azienda di mettere fuori i lavoratori. Nel frattempo, però, ministero, assessorato regionale, Comune di Catania devono creare le condizioni per rilanciare la cosiddetta “Etna valley”, almeno in ciò che ne è rimasto del primitivo progetto».

«Ci sono fondi bloccati nei cassetti dei ministeri – rincara Rotolo – perché dai territori non vengono richiesti o non si sa come spenderli. E così anche per i fondi europei. Eppure, ci sono tanti cantieri di opere pubbliche da finanziare e accelerare: metropolitana, depuratori, autostrade. Già la filiera delle costruzioni si porterebbe dietro altri settori. Ma istituzioni e politica devono responsabilizzarsi invece ci appaiono ancora troppo distanti dai problemi delle famiglie e di moltissimi giovani, e meno giovani, senza lavoro. Occorrono politiche industriali e di sviluppo serie in grado di dare nuove prospettive».

L’inadeguatezza della politica traspare tutta anche dalla bocciatura della Finanziaria regionale. «C’è una classe politica che non ha alcun senso di responsabilità per le famiglie siciliane – denuncia la segretaria della Cisl catanese – la Finanziaria non contiene alcuna azione strutturale e strategica per lo sviluppo del territorio e nemmeno un rigo per gli ammortizzatori in deroga».

Infine, l’esecutivo ha esaminato il recente regolamento attuativo dell’accordo interconfederale sulla rappresentatività. «Un’opportunità – conclude Rotolo – per rinvigorire il rapporto con i lavoratori. E un nuovo sistema responsabile di regole sulla rappresentanza che avrà certamente ripercussioni positive nel favorire nuovi investimenti, con ricadute positive su occupazione e sviluppo». 

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