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Criticità nell'assistenza socio-sanitaria, Cisl: «L'Asp convochi il Tavolo provinciale della Salute»

Criticità nell'assistenza socio-sanitaria, Cisl: «L'Asp convochi il Tavolo provinciale della Salute»

05/11/2025 13:19

Appello alla direzione generale dell'Azienda 

Tre le aree interessate: Unità valutative multidisciplinari; liste d'attesa e consultori; case di comunità

Costituito il Coordinamento operativo provinciale "Welfare e Contrattazione sociale e sanitaria" delle federazioni di categoria  

Catania, 11 ottobre 2025 - «Si convochi con urgenza il Tavolo provinciale della Salute presso l’Asp di Catania: l’assenza delle Uvm (Unità valutative multidisciplinari) nei distretti socio sanitari della provincia, la gestione degli interventi sulle liste di attesa e lo stato di avanzamento dei lavori delle case di comunità ci destano forti preoccupazioni. Chiediamo alla direzione generale dell’Asp di affrontare con urgenza le criticità». 

È l’appello che si leva dalla Cisl di Catania in occasione della costituzione del Coordinamento operativo provinciale “Welfare e Contrattazione sociale e sanitaria” del sindacato. 

«Nell’ambito della nostra azione di rappresentanza e di tutela sociale, rivolta in primo luogo alle persone fragili – spiegano Maurizio Attanasio, segretario generale Cisl Catania, e Lucrezia Quadronchi, segretaria territoriale – ci impegniamo a promuovere interventi concreti volti a garantire diritti, inclusione, dignità e sostegno alle fasce più vulnerabili della società». 

«Per questo – aggiungono – abbiamo costituito al nostro interno un nuovo Coordinamento Welfare e Contrattazione Sociale-Sanitaria, delle federazioni di categoria composto anche dai segretari generali di Fnp (Pensionati), FP (Pubblico Impiego e Sanità), Cisl Medici, Cisl Scuola, Fisascat (Servizi e Terziario), insieme al Patronato Inas, al Caf, al Sicet e alle associazioni Adiconsum (difesa dei consumatori), Anolf (immigrati) e Anteas (solidarietà e volontariato sociale). L’obiettivo è rafforzare le reti di assistenza territoriale e promuovere politiche di welfare, sanitarie, della legalità e dell’abitare». 

Il coordinamento si propone, inoltre, come un osservatorio interno permanente, aperto alla collaborazione con le realtà del territorio, con l’obiettivo di individuare e condividere criticità, buone pratiche e proposte utili a migliorare la qualità dei servizi e la tutela dei cittadini. Per tale motivo, si avvale inoltre del contributo di due figure mediche di rilievo, il professore Santo Signorelli e il dottor Biagio Papotto, entrambi già ai vertici del sindacato dei medici universitari e ospedalieri. 

«Come prima azione – afferma Attanasio – abbiamo ritenuto necessario chiedere formalmente la convocazione con carattere d’urgenza del Tavolo provinciale della Salute, per discutere tre aree che per la Cisl rappresentano priorità assolute nel campo dell’assistenza alle parti più deboli della società». 

Dall’osservatorio interno della Cisl di Catania, emergono alcune tra le principali criticità che riguardano trasversalmente più fasce della popolazione, dall’infanzia all’età adulta fino agli anziani, con particolare preoccupazione per le persone con disabilità, non autosufficienti e in condizioni di vulnerabilità sociale ed economica. 

Durante l’attività di contrattazione sociale all’interno delle nove Reti territoriali di protezione sociale costituite nei distretti socio-sanitari catanesi (Dss), la Cisl ha riscontrato la mancata presenza del rappresentante dell’Asp e, in particolare, della figura del Coordinatore dell’UVM, nella quasi totalità dei distretti, incluso quello di Catania. 

Secondo Attanasio e Quadronchi «tale assenza compromette la valutazione integrata dei bisogni complessi dei cittadini, determinando frammentazione degli interventi, ridotta personalizzazione dei percorsi di cura, scarsa comunicazione tra servizi e il rischio concreto di duplicare gli interventi socio-sanitari, con un conseguente aggravio economico». 

«In merito alle UVM – aggiungono – va sottolineato che, così come oggi il legislatore le ha individuate per composizione e funzione, nella realtà operativa non esistono. Il rischio, o meglio la certezza, è di restare intrappolati in vecchie e superate modalità di valutazione della persona in stato di bisogno, che portano a una visione frammentata e incompleta e si riflettono negativamente sui progetti personalizzati dedicati ai cittadini più fragili». 

Sul fronte delle liste d’attesa e dei consultori familiari, la Cisl ha appreso solo attraverso gli organi di stampa e i canali social di interventi significativi promossi dall’Asp su tali questioni, senza che gli stakeholder del Tavolo provinciale fossero preventivamente informati. 

«Nell’ultima riunione – sottolinea Attanasio – erano stati proprio i sindacati a sollevare il tema; per questo riteniamo indispensabile ricevere un aggiornamento puntuale e condiviso, anche per garantire massima trasparenza e informazione ai cittadini dell’intera provincia». 

Infine, la Cisl richiama l’attenzione sullo stato di attuazione della Riforma dell’assistenza territoriale, cardine della Missione Salute del PNRR. 

«Le richieste che ci giungono dal territorio – sottolinea Attanasio – segnalano la necessità di una medicina di prossimità capace di dare risposte concrete ai bisogni di salute e di presa in carico, anche per le prestazioni differibili. È per questo che chiediamo di puntualizzare lo stato dell’arte sul processo avviato dall’Asp in applicazione del DM 77/2022, con riferimento alle Case di comunità, alla loro allocazione territoriale e allo stato dei lavori per la loro realizzazione. Per la Cisl di Catania, il Tavolo provinciale della Salute, in seno all’Asp, rappresenta la sede più idonea per affrontare in maniera integrata, partecipata e responsabile le ampie problematiche segnalate».

(rn)

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