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Metalmeccanici, la contrattazione integrativa per aumentare la produttività e redistribuire utili

Metalmeccanici, la contrattazione integrativa per aumentare la produttività e redistribuire utili

16/10/2023 21:49

L'analisi all'assemblea organizzativa Fim Cisl Sicilia     I casi opposti di Edison Next Government (integrativo dall'1 ottobre) e StMicroelectronics (sciopero il 29 settembre)

Catania, 27 settembre 2023 -  Edison Next Government e StMicroelectronics: a Catania i due volti della contrattazione integrativa nel settore industriale. Da un lato la prima, che applicava solamente il CCNL, dove l’integrativo partirà il 1 ottobre 2023; dall’altro, la seconda dove la trattativa ha avuto una battuta d’arresto che porterà allo sciopero di gruppo indetto dal coordinamento Fim Fiom e le Rsu degli stabilimenti di Agrate e Catania per venerdì 29 settembre 2023. 

I due casi sono stati evidenziati in occasione dell’assemblea organizzativa della FIM CISL siciliana, tenutasi ieri a Catania, dove è stato sottolineato che la contrattazione è fondamentale per aumentare l’indice di produttività aziendale e ridistribuire gli utili ai lavoratori e alle lavoratrici metalmeccaniche.

All’assemblea, aperta dalla relazione di Piero Nicastro, segretario generale della Fim Cisl Siciliana, ha partecipato Giovanna Petrasso, segretaria nazionale Fim Cisl. Presenti Angelo Sardella e Antonio Nobile della segreteria FIM regionale. È intervenuto anche Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese. 

«La contrattazione - afferma Nicastro - è l’unico strumento utile a rendere le aziende più produttive e competitive ma allo stesso tempo più giuste ed eque nella distribuzione degli utili. Tante sono le piccole aziende metalmeccaniche che hanno scommesso sugli accordi integrativi aziendali - ha ricordato Nicastro - sui premi di risultato con effetti positivi per le tasche dei lavoratori in termini di salario aggiuntivo, di welfare e di diritti aggiuntivi.

A Catania, l’ultimo contratto integrativo aziendale in ordine temporale, approvato dai lavoratori a larga maggioranza, oltre l’80%, è quello di Edison Next Government, azienda del settore dell’energia. 

«Siamo particolarmente soddisfatti - commenta Nicastro - perché i lavoratori hanno riconosciuto pienamente il valore della contrattazione aziendale. L’applicazione del contratto in Edison Next Gov. avrà inizio dal 1 ottobre 2023. Di seguito le conquiste acquisite, in un’azienda che finora applicava solamente il CCNL: il premio di risultato avrà un valore incrementale di €700 il 1° anno, €900 il 2° anno, €1100 il 3°anno; la reperibilità €150 a settimana; i tickets restaurant di €7 al giorno; l'indennità di vacanza contrattuale in welfare del valore di €400; banca ore solidale per i figli, coniuge e conviventi in caso di gravi malattie.

E poi in aggiunta, permessi per visita medica e per l’inserimento scolastici dei figli piccoli; miglioramento delle norme sulla sicurezza, formazione e percorsi di professionalizzazione. 

Battuta d’arresto invece per la trattativa in corso sul rinnovo del contratto integrativo aziendale della STM. Cosa che ha portato del coordinamento Fim, Fiom e le Rsu degli stabilimenti di Agrate e Catania, a indire uno sciopero di gruppo per venerdì 29 settembre 2023.

«L’azienda - spiega Nicastro - nonostante gli importanti utili generati negli ultimi anni, con una crescita a due cifre, soprattutto nel periodo della pandemia, ha messo a disposizione una somma molto più bassa da quella richiesta per il “premio di risultato” oltre a non concedere più flessibilità per la conciliazione di vita/lavoro».

Non possiamo accettare che STM, considerando che opera in un settore in crescita esponenziale, i continui investimenti che sono previsti sia a Catania che altrove, non valorizzi i propri dipendenti riconoscendo importanti forme economiche aggiuntive e che frenerebbero le fughe dalla Sicilia».

«Abbiamo consapevolmente dichiarato lo sciopero del 29 - aggiunge Attanasio - perché, tra le altre rivendicazioni, riteniamo che Il lavoro non adeguatamente remunerato, rispetto ai livelli di competenza e di specializzazione,  e la fuga  di lavoratori altamente professionalizzati verso altre aziende o altre regioni, si contrasta aumentando i salari e garantendo i diritti. Ciò può concretizzarsi solo attraverso la contrattazione e la partecipazione dei lavoratori. Non servono chiusure, semmai occorre rendere partecipi agli utili aziendali e ai processi di trasformazione aziendale tutte le lavoratrici e i lavoratori».

Per Giovanna Petrasso «StM è un elemento strategico per non solo per il territorio catanese ma per tutto tutto in Italia in Europa». «Aver portato a Catania un investimento così significativo, che da respiro occupazionale, deve essere un motivo d'orgoglio - rimarca la segretaria nazionale Fim - per questo siamo impegnati in un'intensa attività di confronto sindacale sul rinnovo della contrattazione di secondo livello che deve diventare l'elemento attraverso il quale l'azienda non solo acquisisce maggiore innovazione e maggiore capacità di stare sul pezzo del cambiamento, ma. attraverso la maggiore produttività che si riesce a fare con gli accordi sindacali, deve anche ridistribuire il reddito. Il secondo elemento su cui dobbiamo intervenire come sindacato, infatti, è proteggere il potere d'acquisto dei lavoratori da un'inflazione che non accenna ancora a ridursi». 

L’analisi di Nicastro prosegue. «Dalle anticipazioni del rapporto 2023 dello SVIMEZ, il Mezzogiorno, (quindi tutto il Meridione) ha fatto segnare nel periodo successivo al Covid una crescita occupazionale sostenuta, grazie alla quale è tornato su livelli di occupazione superiori a quelli osservati nel pre-pandemia (+22 mila occupati nella media del 2022 rispetto al 2019). Va tuttavia rilevato che i posti di lavoro, al Sud, rimangono ancora al di sotto di circa 300 mila unità rispetto ai livelli raggiunti nel 2008. 

«In sostanza - conclude il segretario della Fim Cisl siciliana - manca ancora tanto lavoro, nonostante alcune realtà, come STM e 3Sun a Catania, dovranno assumere nei prossimi anni centinaia di lavoratori e lavoratrici, ma questi non possono mai colmare il gap di richiesta di lavoro che c’è in Sicilia. Questo deve suonare come un campanello di allarme che non è possibile trascurare. Molti giovani del Sud emigrano per i bassi salari e per effetto della loro forte richiesta di conciliare la vita e il lavoro, attraverso gli strumenti tecnologici e una maggiore flessibilità che possa conciliare gli impegni familiari».

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