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PNRR e sanità territoriale, Cisl Catania: «La Regione istituisca una regia permanente»

PNRR e sanità territoriale, Cisl Catania: «La Regione istituisca una regia permanente»

21/07/2025 16:58

Tavola rotonda Palazzo della Regione Siciliana

«Siano garantiti servizi equi e omogenei in tutti i territori siciliani»

Catania, 24 giugno 2025 - «La Regione Siciliana istituisca una regia permanente per l’attuazione della Missione 6 del PNRR, che includa il sindacato confederale insieme ai rappresentanti del personale medico e sanitario, con l’obiettivo di completare la riforma della medicina territoriale e garantire una sanità di qualità, equa e omogenea in tutti i territori siciliani. Nella provincia di Catania si avvii un Accordo di programma per il rilancio di politiche socio sanitarie uniformi». 

È la proposta lanciata dalla Cisl che parte da Catania, in occasione del focus territoriale sullo stato di avanzamento dei lavori per la trasformazione della sanità territoriale, così come delineata dal DM 77/2022 e finanziata dalla Missione Salute del PNRR. 

L’incontro, organizzato dalla Cisl etnea in collaborazione con l’Asp di Catania, arriva a un anno dalla data fissata per le azioni conclusive previste dalla programmazione comunitaria. A parlarne, coordinati dal giornalista Luca Ciliberti, il segretario generale provinciale Maurizio Attanasio e Carmelo Puglisi (segretario Cisl Medici Catania). Con le istituzioni rappresentate da Daniela Faraoni, assessore alla Salute della Regione Siciliana, collegata da Palermo; Giuseppe Laganga Senzio, direttore generale ASP 3 Catania; i sindaci Enrico Trantino (Catania); Fabio Roccuzzo (Caltagirone); Roberto Barbagallo (Acireale); Leonardo Cantarella (Giarre). A tirare le conclusioni Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Sicilia. 

«Abbiamo volutamente creato questo spazio di confronto aperto e franco – ha dichiarato in apertura dei lavori Attanasio – perché il quadro che emerge è ancora, per alcuni aspetti, controverso, come confermato anche da diversi sindaci intervenuti per rappresentare le specificità dei propri territori».

 Da un lato – ha spiegato – si registrano progetti di fattibilità già in fase avanzata e l’avvio di numerose gare d’appalto, grazie anche al supporto tecnico di Invitalia; dall’altro, tuttavia, lo stato complessivo di avanzamento degli interventi risulta ancora frammentato e, in taluni casi, incerto. 

A destare maggiori perplessità – aggiungono Attanasio e Puglisi – è la grave carenza di personale sanitario, in particolare medici di medicina generale e infermieri di comunità; la limitata digitalizzazione dei processi, nonostante gli investimenti previsti in telemedicina e interoperabilità; l’avvio ancora non definitivo del Punto Unico di Accesso (PUA), essenziale per il coordinamento delle dimissioni protette e degli interventi sociosanitari; e infine, il completamento della rete degli Ospedali di Comunità, ancora non completa. Tutto ciò conferma quanto sia urgente aprire un confronto strutturato e continuativo tra tutti gli attori coinvolti». 

Secondo l’assessore Faraoni «per la Sicilia è un momento di grande trasformazione, che permetterà di trasferire servizi sui territori e di governare i bisogni dei cittadini cronici e più fragili. L’Assessore ha annunciato che a breve convocherà Sindaci e parti sociali per fare un punto sull’andamento del programma presentato a valere della Misura 6 - Salute». 

Da parte sua, il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, ha sottolineato come il territorio etneo stia rispettando la programmazione prevista, con significativi progressi registrati soprattutto nel primo tassello della nuova rete territoriale: la Casa della Comunità Hub “San Luigi”, elevata a modello pilota della riforma. 

La struttura offre sportelli informativi, ambulatori specialistici, servizi di ascolto psicosociale e spazi dedicati alla promozione del benessere. 

«Entro il 31 dicembre – ha annunciato Laganga – saranno operative 25 delle 29 Case della Comunità previste per la provincia, mentre il completamento è atteso entro giugno 2026. Si tratterà di sedi attive h24, sette giorni su sette, con la presenza di medici specialisti, pediatri, infermieri e figure dedicate all’ascolto e alla prevenzione». 

Dal punto di vista delle risorse umane, sono già stati assunti infermieri di famiglia e assistenti sociali, figure centrali anche nei 10 Ospedali di Comunità in fase di realizzazione, strutture pensate per gestire ricoveri a bassa intensità e garantire continuità clinico-assistenziale. 

In tema di digitalizzazione - ha aggiunto Laganga, è già operativa, in collaborazione con i medici di medicina generale, una piattaforma telematica dedicata agli screening oncologici. Parallelamente, è in fase di attuazione anche il progetto AspConTe, volto a semplificare l’accesso dei cittadini ai servizi e alle prestazioni sanitarie. 

I sindaci presenti hanno espresso con forza la necessità di un lavoro sinergico tra istituzioni, Asp e rappresentanze sociali, al fine di evitare disomogeneità negli interventi e nelle assegnazioni del personale medico e sanitario sui territori. 

Una richiesta condivisa, che mette in evidenza la volontà di garantire equità e qualità nei servizi offerti alla cittadinanza, a prescindere dall’area geografica di appartenenza. 

La sollecitazione all’assessore Faraoni a fare un lavoro congiunto è stata ribadita da La Piana. «La sanità territoriale deve essere di qualità e accogliere tutti - ha aggiunto - e garantire uniformità di prestazioni. Va evitato il rischio di costruire strutture e non poterle fare funzionare. E va rivalutato il ruolo del personale sanitario che, con la riforma, avrà anche ruolo sociale».

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Nella foto, da sin. Puglisi, Laganga Senzio, Lapiana, Ciliberti, Attanasio

(rn)

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