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Lavoratori AsaCom. Cisl, Fisascat e Ass.Asacom: «Preoccupa progressiva compressione dei diritti. Servono interventi correttivi»

Lavoratori AsaCom. Cisl, Fisascat e Ass.Asacom: «Preoccupa progressiva compressione dei diritti. Servono interventi correttivi»

25/03/2026 16:12

Assemblea nella sala Bonaventura della Cisl  

«Sosterremo ogni iniziativa legislativa che voglia davvero mettere ordine nel sistema, garantire diritti certi ai lavoratori e qualità nei servizi agli assistiti» 

Catania, 6 marzo 2026 - Giornate di lavoro non retribuite, ferie negate, contratti applicati in modo difforme, inadempienze da parte dei comuni committenti. È lo scenario preoccupante emerso dall’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori assistenti all’autonomia e alla comunicazione (Asacom) degli studenti con disabilità della provincia etnea che si è svolta giovedì 5 marzo, presso la sala Bonaventura della Cisl di Catania, promossa dalla Cisl. Fisascat Cisl Catania e Associazione AsaCom.

Si è trattato di un momento di confronto intenso e partecipato, con la presenza di numerosi operatori quotidianamente impegnati nelle scuole accanto agli studenti con disabilità, garantendo un servizio essenziale per l’inclusione e per il diritto allo studio. Dal quale è emersa la necessità di interventi decisi dei committenti e di correttivi normativi chiari, anche a livello regionale.

All’incontro hanno preso parte Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese; Michele Musumeci, segretario generale della Fisascat Cisl provinciale; Maurizio Benincasa, presidente dell’Associazione AsaCom, che hanno posto al centro dell’assemblea l’ascolto diretto delle lavoratrici e dei lavoratori.

I temi principali affrontati hanno riguardato il rapporto tra datore di lavoro, committente pubblico e lavoratori, la perdita di salario legata alle interruzioni delle attività scolastiche per cause non dipendenti dagli operatori, e la progressiva compressione dei diritti lavorativi.

Dalle testimonianze raccolte è emerso uno scenario estremamente preoccupante: giornate di lavoro non retribuite, ferie negate, contratti applicati in modo difforme, inadempienze da parte dei comuni committenti e condizioni lavorative precarie che mettono a rischio la stabilità economica e personale degli operatori, nonostante la professionalità e la responsabilità che quotidianamente assumono nei confronti degli studenti con disabilità.

«Abbiamo ascoltato storie di sfruttamento, ingiustizie e diritti calpestati» sono le parole di Attanasio alle quali si associa la segretaria territoriale Lucrezia Quadronchi . «Alcuni lavoratori vengono privati persino della possibilità di essere genitori, costretti a firmare dimissioni in bianco al momento dell’assunzione. Altri, pur avendo un contratto a tempo indeterminato, vengono sospesi per mesi senza stipendio né contributi. Chi prova a ribellarsi viene minacciato: “Se non vi sta bene, andate altrove: lavoratori se ne trovano a volontà”. Intanto, mentre i salari restano bassi e le tutele inesistenti, alcuni pseudo-imprenditori accumulano utili milionari».

Un quadro che richiama con forza la necessità di un intervento deciso e responsabile da parte delle istituzioni committenti, a partire dai Comuni, chiamati non solo a programmare i servizi ma anche a vigilare sul rispetto dei diritti dei lavoratori e sulla qualità delle prestazioni erogate. In questo senso risultano fondamentali controlli rigorosi sulle imprese affidatarie, nel solco delle indicazioni contenute nelle linee guida dell’ANAC in materia di appalti pubblici e tutela del lavoro.

Parole condivise anche da Musumeci e Benincasa: «Dalle storie dei lavoratori nasce una responsabilità che non possiamo eludere. Cisl Catania, Fisascat Cisl e Associazione AsaCom non resteranno in silenzio: difendere la dignità del lavoro è un dovere morale e civile».

Dall’assemblea è inoltre emersa con forza la necessità di interventi normativi chiari e coraggiosi, anche a livello regionale. Le organizzazioni promotrici guardano con attenzione al percorso legislativo in corso, nella convinzione che una legge possa rappresentare un’opportunità concreta per affrontare finalmente in modo strutturale le criticità del settore e restituire dignità professionale agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione.

«Sosterremo ogni iniziativa legislativa – sottolineano i promotori – che voglia davvero mettere ordine nel sistema, garantire diritti certi ai lavoratori e qualità ai servizi per gli studenti con disabilità. Ma servono scelte nette e una reale volontà politica di intervenire».

Allo stesso tempo, dall’assemblea è emerso un elemento particolarmente significativo: il timore diffuso tra molti lavoratori di denunciare apertamente le condizioni in cui operano, per paura di ritorsioni o di perdere il proprio posto di lavoro.

«Molti silenzi che registriamo non sono indifferenza –  concludono Attanasio, Quadronchi, Musumeci e Benincasa – ma il frutto della paura. Ed è proprio per questo che lanciamo un appello forte alle istituzioni: ascoltate queste voci prima che sia troppo tardi. Non è più tollerabile che la dignità del lavoro cambi da Comune a Comune o da gestore a gestore. Chi ogni giorno garantisce un servizio fondamentale per l’inclusione degli studenti con disabilità deve avere diritti certi, tutele adeguate e condizioni di lavoro dignitose».

Alle lavoratrici e ai lavoratori presenti è stato rivolto un invito chiaro: continuare a raccontare le proprie esperienze, unirsi e non accettare compromessi sulle proprie condizioni di lavoro. «Quando una categoria trova il coraggio di unirsi e far sentire la propria voce, nessuno può più ignorarla. Noi ci siamo e continueremo questo percorso al fianco di chi ogni giorno lavora per garantire inclusione e diritti».

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Nelle foto: un momento dell'assemblea.

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