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Tangenziale di Catania. Attanasio (Cisl): «Serve un nuovo asse viario e una gestione integrata e coordinata»

Tangenziale di Catania. Attanasio (Cisl): «Serve un nuovo asse viario e una gestione integrata e coordinata»

26/05/2026 13:31

Il caos del traffico e i continui disagi  

 «Perdita di ore di lavoro, danni alle attività produttive, ritardi per chi viaggia: lavoratori e pendolari sono prigionieri delle file interminabili»

«Competenze frammentate e assenza di conferenze di servizi per i lavori: occorre pianificazione seria, condivisa e trasparente degli interventi» 

Catania, 1 aprile 2026 - «La perdita quotidiana di ore di lavoro, i danni economici per le attività produttive, i ritardi e i disagi per chi deve affrontare un viaggio – soprattutto verso l’aeroporto – l’aumento dei costi del carburante e le interminabili ore trascorse in auto da chi si sposta dall’autostrada verso l’area industriale o altre destinazioni rappresentano ormai una realtà insostenibile. Lavoratori, pendolari, cittadini e imprese sono di fatto prigionieri di code chilometriche lungo la tangenziale. Serve senza dubbio una nuova tangenziale, ma c'è bisogno anche di un modello gestionale integrato e coordinato».

Lo afferma Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, commentando le code interminabili e il caos quotidiano che affliggono il raccordo autostradale. 

«I continui lavori, spesso non adeguatamente coordinati con quelli dei territori comunali su cui insiste la tangenziale, così come la perdurante apertura di cantieri e di restringimenti - argomenta Attanasio - determinano condizioni di forte criticità, con pesanti ricadute sia sul piano economico sia su quello psicofisico delle persone coinvolte». 

«Quella che dovrebbe essere un’infrastruttura viaria strategica - ricorda - si è trasformata in un vero e proprio collo di bottiglia. La tangenziale costituisce infatti l’unico asse di collegamento tra le autostrade per Messina (A18), Palermo (A19) e Siracusa (A18), oltre a consentire l’attraversamento della città da nord a sud senza entrare nel centro abitato. Rappresenta quindi un nodo nevralgico per l’intero sistema della mobilità intermodale siciliana, su cui insistono la ferrovia merci, l’interporto, l’aeroporto e i principali poli logistici e commerciali, ma oggi, viste le pesanti conseguenze, produce l’effetto opposto rispetto a quello per cui è stata progettata».

Per Attanasio «è ormai quasi consuetudine che dalle ore 6 sino a metà mattinata, e nei giorni di maggiore accesso alle aree commerciali, si formino code chilometriche. Qualsiasi rallentamento o, peggio, un blocco causato da restringimenti di carreggiata o incidenti genera effetti a catena su vasta scala, paralizzando i flussi di traffico fino alle autostrade e all’interno della città, intrappolando per ore migliaia di persone, come è accaduto in questi giorni».

«A rendere ancora più complessa la situazione - aggiunge il segretario cittadino della Cisl - è la frammentazione delle competenze nella gestione dell’arteria: la tangenziale di Catania coinvolge infatti diversi livelli istituzionali, con responsabilità distribuite tra ambito nazionale, regionale e locale. A ciò si aggiunge l’assenza di adeguate conferenze di servizi, indispensabili per garantire un coordinamento efficace e una regia condivisa degli interventi. È quindi indispensabile intervenire con urgenza attraverso una pianificazione seria, condivisa e trasparente degli interventi, che metta al centro la sicurezza, la continuità della mobilità e il rispetto dei diritti di lavoratori, cittadini e imprese».

«È possibile - si chiede Attanasio - che si avviino lavori senza una conferenza di servizi tra enti e istituzioni competenti su un tratto autostradale che va dal confine con la provincia di Siracusa al casello di San Gregorio? Non è opportuno che, quando Anas decide di avviare interventi di ammodernamento o manutenzione ad alto impatto sulla circolazione, vengano coinvolti il Ministero dei Trasporti, il CAS, la Città metropolitana, i comuni interessati e il Comune di Catania? Già questo consentirebbe di coordinare gli interventi attraverso un calendario condiviso, predisporre percorsi alternativi e potenziare il trasporto pubblico».

«Non sarebbe forse il caso - propone il numero uno della Cisl etnea - di affrontare con maggiore determinazione la progettazione e la realizzazione di una nuova tangenziale? Un nuovo asse viario che, partendo da Acireale, ridisegni il proprio tracciato e sia in grado di sostenere un flusso di veicoli, anche pesanti, significativamente superiore a quello attuale? Si è pensato, infatti, che, con il completamento e l’apertura della cosiddetta “Strada dell’Etna” (Catania Nord), la situazione possa ulteriormente peggiorare?»

E conclude: «La Cisl di Catania, insieme alle federazioni dei settori Trasporti ed Edilizia, aveva già previsto alcuni anni fa quanto sta accadendo oggi e continua a sostenere con forza la necessità di una nuova tangenziale, oltre che di un modello gestionale integrato e coordinato tra i diversi enti coinvolti, compresi i comuni interessati dal suo tracciato. Continueremo a rappresentarlo con determinazione in ogni contesto istituzionale».

(rn)

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