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Disabilità e inclusione scolastica. Cgil, Cisl e Ugl: «Bene la proposta della Città metropolitana, ma occorre cambio di paradigma nella governanc...

Disabilità e inclusione scolastica. Cgil, Cisl e Ugl: «Bene la proposta della Città metropolitana, ma occorre cambio di paradigma nella governance dei servizi»

06/08/2026 17:14

Attanasio (Cisl), De Caudo (Cgil) e Musumeci (Ugl): «Tavolo interistituzionale diventi permanente. Ma le proposte necessitano di una riscrittura: occorre impostazione più coerente con i bisogni delle persone con disabilità, delle famiglie, delle istituzioni scolastiche e degli operatori impegnati nei servizi» 

Catania, 1 agosto 2026- CISL, CGIL e UGL di Catania esprimono apprezzamento per la volontà manifestata dalla Città Metropolitana di assumere un ruolo di coordinamento sovracomunale nella programmazione e nella gestione delle politiche e dei servizi rivolti all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità.

La proposta è emersa nel corso dell’incontro promosso dalla Città Metropolitana di Catania, attraverso la consulente per la Disabilità e le Fragilità, dott.ssa Dicembrino, presso la sede di via Nuovaluce, alla presenza del sindaco metropolitano Enrico Trantino, della deputazione regionale, dei sindaci del territorio provinciale, della dirigente dell’Assessorato regionale alla Famiglia dott.ssa Di Liberti, dei rappresentanti dell’ASP di Catania, della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dei responsabili dei Distretti socio-sanitari, delle istituzioni scolastiche e delle Parti Sociali.
«Apprezziamo il metodo della concertazione avviato dalla Città Metropolitana – dichiarano i segretari generali provinciali Maurizio Attanasio (Cisl), Carmelo De Caudo (Cgil) e Giovanni Musumeci (Ugl) – ma riteniamo necessario un approfondimento sostanziale dei contenuti delle proposte, che dovranno essere riviste e riformulate secondo un’impostazione più coerente con i bisogni delle persone con disabilità, delle famiglie, delle istituzioni scolastiche e degli operatori impegnati nei servizi di inclusione».
La costruzione di una sede stabile e sovracomunale di confronto e coordinamento tra tutti i soggetti competenti rappresenta una richiesta avanzata da tempo dalle Organizzazioni Sindacali e costituisce un passaggio fondamentale per superare la frammentazione degli interventi e costruire un sistema metropolitano dell’inclusione più uniforme, integrato ed efficace.
«Proprio per questo – proseguono i tre segretari generali – riteniamo che l’Accordo di Programma non possa limitarsi a una ricognizione delle competenze istituzionali o alla regolazione dei rapporti tra enti, ma debba diventare uno strumento di trasformazione del modello di presa in carico delle persone con disabilità».
Secondo CISL, CGIL e UGL etnee, la disabilità e l’inclusione scolastica richiedono una visione complessiva e multidimensionale, fondata sulla centralità della persona e sulla costruzione di percorsi individualizzati.
«Le proposte attualmente sul tavolo, alla cui elaborazione non abbiamo partecipato – precisano le organizzazioni sindacali – non rispondono pienamente a questa esigenza e necessitano di una riscrittura che assuma come riferimento un sistema integrato di diritti, servizi e responsabilità condivise».
«Non è possibile affrontare una materia così complessa attraverso una logica esclusivamente amministrativa o attraverso il solo equilibrio dei bilanci comunali – aggiungono – così come non è corretto ridurre il confronto alla sola dimensione del costo del servizio o del personale ASACOM. Gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione rappresentano una componente essenziale del sistema di inclusione scolastica e devono essere riconosciuti e valorizzati per il ruolo educativo e sociale che svolgono».
Per Attanasio, De Caudo e Musumeci, occorre costruire una nuova governance nella quale tutti i soggetti coinvolti – Città Metropolitana, Comuni, ASP, scuola, Regione Siciliana, famiglie, parti sociali e Terzo Settore – assumano responsabilità definite, mettendo in rete risorse economiche, competenze professionali e strumenti operativi. «Al centro – spiegano - deve esserci la persona con disabilità, il suo progetto di vita, la continuità del percorso educativo, sociale e assistenziale e il pieno riconoscimento del diritto a un’inclusione di qualità».
L’inclusione scolastica, sottolineano CISL, CGIL e UGL, «non può essere la somma di interventi separati e frammentati, ma deve diventare un progetto territoriale condiviso, nel quale scuola, istituzioni locali, Azienda Sanitaria, Distretti socio-sanitari, famiglie, Terzo Settore e Parti Sociali operino secondo obiettivi comuni e responsabilità chiaramente individuate».
Per questo le Confederazioni ritengono necessario che il Tavolo Interistituzionale assuma carattere permanente, diventando il luogo della programmazione strategica, dell’analisi dei bisogni, del monitoraggio degli interventi e della verifica dell’attuazione dell’Accordo di Programma, con il coinvolgimento dei Referenti dei Gruppi Piano dei nove Distretti socio-sanitari della provincia.
«La vera sfida – aggiungono – è mettere in rete tutte le risorse già disponibili: quelle destinate alla disabilità, alla povertà educativa, alla non autosufficienza, ai servizi socio-sanitari territoriali e ai programmi promossi dal sistema scolastico con il sostegno dello Stato e della Regione Siciliana. Servono percorsi personalizzati capaci di accompagnare gli studenti con disabilità e le loro famiglie non soltanto durante il percorso scolastico, ma anche nella costruzione di autonomia, partecipazione e inclusione sociale».
CISL, CGIL e UGL confermano la propria disponibilità a contribuire alla definizione dell’Accordo di Programma, affinché possa diventare uno strumento concreto per superare le differenze territoriali e garantire, nell’intera Città Metropolitana di Catania, uniformità dei diritti, pari opportunità e qualità dei servizi per gli studenti con disabilità, indipendentemente dal Comune di residenza

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